Abolizione del Corpo Forestale dello Stato?

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Proprio oggi avrei voluto raccontare della bella esperienza vissuta nel bosco, in questo sabato di incredibile sole, con i miei figli e i figli di amici. In tutto una truppa di 9 persone (6 bambini!) lasciati liberi nella meravigliosa Foresta Vallombrosana.

Liberi di arrampicarsi tra gli arbusti, di bagnare i piedi nei ruscelletti, di infangarsi da capo a piedi (ma che sguardo soddisfatto!). Liberi di costruire un capanno sulle indicazioni del Manuale delle Giovani Marmotte, per poi vedere crollare il capanno e finire in acqua il manuale (in trent’anni di vita ne aveva viste tante, un bagno gli mancava).

Avrei voluto raccontare di tutti i colori che il verde più assumere via via che il sole si sposta nell’arco del cielo e di quante varietà di muschi possono scoprire i bambini. Avrei raccontato dei funghi ad Agosto (sich!) e del canto del vento tra le fronde.
Chissà cos’altro avrei ricordato scrivendo, ma stamattina mi sono imbattuta in una notizia che mi ha fatto fermare con le dita sospese sulla tastiera: pare che nel plico delle riforme per una “Repubblica semplice”, sia prevista l’ abolizione del Corpo Forestale dello Stato.

Per coloro che, come me, sono cresciuti per metà infanzia vicino ad un bosco, “la Forestale” è sempre stata una certezza.
Nel bene e nel male.
La Forestale era quell’ entità astratta da cui non dovevi farti beccare se decidevi di portare via un ramo un po’ più grosso per costruire un capanno o se avevi tagliato una felce (rigorosamente con il temperino, sbarbare una pianta sarebbe stato sacrilego) per farne la corda ad un arco improvvisato. Guai a farsi trovare con una fascia da indiano fatta con le foglie di castagno o con tropo muschio nel paniere.

Ma erano anche la certezza che il bosco fosse pulito, che i rami spezzati sarebbero stati portati via e che gli alberi fossero controllati e tagliati se pericolosi. Era la certezza che se qualcuno avesse sciupato il sottobosco o raccolto i funghi con i sacchetti di plastica invece che con i cestini, sarebbe stato punito per aver danneggiato la natura e non per non aver pagato il tesserino/funghi!
A 10 anni non conoscevo in solo numero di cellulare (non esistevano negli anni ’80), ma sapevo a memoria il numero delle emergenze del Corpo Forestale dello Stato, nel caso in cui avessi avvistato un incendio.

E ora pare che vigliano abolirlo…..

E io ripenso alla sensazione che ho provato sabato.

Ho portato i bambini su un sentiero davvero ampio: si tratta di una strada percorsa dalla forestale per controllare i boschi, ma appena dopo qualche centinaio di metri la sensazione che mi ha colpito è stata di abbandono.

È una via che conosco bene. Bambina e adolescente l’ho percorsa quasi tutti i giorni delle mie estati: a piedi, in bicicletta, da sola, in compagnia di una folla di ragazzini urlanti. Qui abbiamo giocato a Indiana Jones, ai naturalisti, agli esploratori, alle Giovani Marmotte.
Vedevamo passare la Jeep della Guardia Forestale almeno una volta a settimana, e lungo il ciglio c’erano tronchi tagliati e impilati, mentre strani segni (per noi) indicavano gli arbusti a rischio o da abbattere. Segno concreto di un eterna cura per la foresta e il suo sottobosco.

Ora il sentiero è ingombro di rami rotti e pine e gli aghi di pino formano un tappeto scivoloso. Ai lati non ci sono tronchi ben impilati, ma il sottobosco abbonda di arbusti divelti, rami spezzati e radici all’ aria. Forse c’entra qualcosa la crisi dei mobilifici vicini, ma il senso di abbandono imperversa. Da quanto la foresta è abbandonata a se stessa?

Già da piccola sentivo i vecchi lamentarsi che la cattiva gestione del bosco era ciò che provocava incendi e smottamenti, che i detriti non raccolti andavano ad intasare fiumi e ruscelli che poi allagavano i centri abitati.
Sentivo i vecchi dire che la popolazione doveva occuparsi dei suoi boschi e dei suoi monti, ma mi sentivo rassicurata dal fatto che vi fosse un corpo preposto a sostituire questo moto spontaneo.

Vi fosse, c’è, non so se ci sarà.

Questo è un blog di viaggi e non ho intenzione di prendere altre strade, certo è che le esperienze di viaggio ed escursioni sono davvero importanti per i bambini, e l’abolizione del Corpo Forestale dello Stato, credo non farebbe altro che peggiorare la situazione e limitare i nostri figli nella possibilità di fare belle esperienze in mezzo alla natura

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