Castello di Romena con i Bambini

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Castello di Romena con i Bambini

La Toscana è ricca di testimonianze del suo glorioso passato, ma se il pensiero va, per lo più, alle grandi città d’arte, culla del rinascimento, e alle località minori che si innalzano nel territorio senese, non sono da dimenticare i castelli, i borghi e le pievi che si ergono nel territorio del Casentino e del Pratovecchio..

Molte di queste località intrecciano la propria storia con quella del Sommo Poeta, Dante Alighieri, che nella zona del Casentino si affacciò alla vita adulta, fu soldato (nella più o meno gloriosa battaglia di Campaldino) e sopratutto trovò rifugio da esule.

Una delle località più affascinanti, anche se non molto famosa, è Romena, che ospita un bellissimo castello e una pieve romanica.
Si tratta di due ambienti molto adatti ad una visita con i bambini, che, grazie agli ampi spazi e alla natura stessa delle architetture, hanno la possibilità di correre, divertirsi e, al tempo stesso, imparare la storia medioevale.

Il Castello di Romena venne costruito intorno all’anno 1000 ed ha la classica struttura medioevale, con un mastio imponente e varie cinte murarie.
Ciò che però lo rende ancora più affascinante, sopratutto agli occhi dei bambini, è la presenza di un fossato (vuoto) e di un vero ponte levatoio in legno, con tanto di catene ai lati, al punto di dare l’impressione che il ponte possa ancora alzarsi o abbassarsi a piacimento.

Il castello di Romena è un’ottima tappa se si decide di fare una visita ai luoghi medievali del Casentino, sia ce si inserisca all’interno di un tour dei castelli toscani (molto vicino è il castello di Poppi e da un edificio è possibile ammirare l’altro), sia che si decida di dedicare qualche ora solo a Romena.

La strada che porta al castello è un unica carreggiata di terra bianca, delimitata da una lunga fila di cipressi che accompagna il visitatore fino alla prima cinta muraria. Intorno al castello vi sono delle case coloniche, sorte dove prima c’erano gli edifici più importanti, ma la meraviglia è varcare la porta Bacìa ed entrare nel castello (entrata a pagamento).
Ci si trova davanti una seconda cinta muraria in cui si apre una porta da cui si accede alla piazza d’armi. A destra un fossato che è possibile superare solo camminando sul ponte levatoio di legno. E’ emozionante persino per gli adulti percorrere quei pochi metri, come hanno fatto altre persone per oltre un millennio.

Ci si trova quindi nella posteria, la torre di difesa che presenta ancora sul soffitto le aperture da cui venivano gettate le pietre e l’olio bollente in caso in cui i nemici fossero riusciti a varcare le prime difese. Dalla parte opposta il mastio medioevale, imponete e massiccio, era anche un punto di avvistamento e difesa delle mura esterne, oltre che ultimo rifugio per i castellani. Secondo la leggenda, all’interno del mastio era possibile scendere in un sotterraneo, da cui partiva un passaggio segreto che avrebbe collegato il castello al Convento delle Monache in Pratovecchio, dove la famiglia in fuga avrebbe trovato la salvezza.

Subito alla destra della porta di ingresso del ponte levatoio è la zona del castello in cui abitarono i Conti Guidi e dove soggiornò anche Dante Alighieri. In questo ambiente è conservato un bellissimo plastico del castello (con tanto di soldatini medioevali) che rende ancora più vivida l’immagine della struttura e rende giustizia all’altezza delle mura e delle torri, che per motivi di sicurezza, sono state ridotte durante il restauro.
Salendo nella parte superiore del Cassero è possibile ammirare il castello dall’alto, immaginando gli ambienti in cui abitavano i Conti Guidi. Attraverso un camminatoio si arriva dietro la Posteria dentro cui si ammira il meccanismo di apertura e chiusura del ponte levatoio.
Tra queste mura ha soggiornato Dante nel primo periodo del suo esilio, mentre era in fuga da Firenze, e pare che il castello sia rimasto particolarmente impresso a poeta che lo menziona nell’Inferno in riferimento all’episodio di Maestro Adamo.Mi ci porti: la tua guida per viaggiare con i bambini

Questi era infatti un falsario che pare lavorasse proprio in una cantina del castello, falsificando fiorini. La vicenda è naturalmente truce: inseguito dalle guardie della città di Firenze, fu raggiunto fermato ed arso vivo, poco dopo il passo della Consuma, in un località che ancora oggi porta il nome di “Omomorto”. Incontrato nell’inferno, Mastro Adamo ricorda i Conti Guidi e persino un piccola fonte (Fonte Branda) che è possibile raggiungere a piedi girando intorno alle mura medioevali.

Ancora più affascinante, sopratutto per il suo legame con l’opera dantesca, è la Torre delle prigioni, che si trova al lato opposto della Posteria, all’angolo dell’altro lato corto della Piazza d’armi. Questa torre era alta il doppio rispetto ad ora e nel 1300 non esistevano porte d’accesso “a terra”, quella che c’è ora è stata aperto in tempi più “recenti”, ma solo una porticina che si apre a metà altezza e da cui si accedeva dal cammino di ronda.
Ormai tutte le parti in legno sono andate distrutte, ma le aperture nelle mura lasciano facilmente immaginare la come potesse apparire il castello.
I prigionieri venivano quindi portati nella torre dove era presente il tribunale. Qui si stabiliva la gravità della pena e la punizione e il condannato veniva calato in basso in uno dei livelli della torre.
Se la pena era “lieve” il prigioniero era posto in alto, dove riceveva cibo e luce, via via che la punizione si aggravava, il condannato trovata posto sempre più in basso raggiunto da minori viveri, luce ed aria.
La somiglianza con l’Inferno dantesco è davvero sorprendente e l’immagine del giudice nel tribunale all’inizio della discesa non può che fare pensare a Minosse che, posto all’inizio dell’inferno, ascoltava i peccati delle anime e indicava il cerchio a cui erano destinati arrotolando la coda serpentina intorno al corpo tante volte quante era il numero del cerchio di destinazione.

Il castello di Romana rappresenta un ottima meta per una visita con i bambini. I più piccoli non possono che rimanere affascinati da un vero castello medioevale, mentre per i più grandi la storia delle prigioni, dell’esilio di Dante e delle truculente vicende legate al luogo, non possono che dare un brivido d’avventura.
Camminando intorno alle mura è possibile raggiungere, la Fonte Branda (oggigiorno poco più che un abbeveratoio con un rigagnolo d’acqua). Proseguendo verso valle si raggiunge la Pieve a Romena, una bellissima pieve Romanica. Se siamo con i bambini è bene valutare se fare la strada a piedi o recuperare la macchina dal parcheggio e raggiungerla in auto. La distanza non è proibitiva, ma è bene tenere presente che la pieve è situata molto più a valle rispetto al castello e che quindi, una volta raggiunte, sarà necessario fare una bella camminata in salita.

Informazioni Utili
Castello di Romena Via Romena, 52015 Romena di Pratovecchio AR
Telefono: 0575 583762
Entrata a pagamento
Il castello è accessibile, nei piani bassi, ai passeggini.
Fontebranda e alcune passeggiate non sono raggiungibili con passeggini o carrozzine essendo un sentiero piuttosto sconnesso.

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