Compiti per le vacanze, sì

Compiti per le vacanze, sì
0

Compiti per le vacanze, sì

Settembre: ultimo tormentone dell’estate le lotta contro i compiti delle vacanze.
Ma dietro ad un dibattito che sembra coinvolgere solo i genitori, i ragazzi o sono troppo piccoli per dire la loro o non ne hanno la voglia, si nascondono problemi un po’ più seri.
Dato che a tutti fa fatica leggere durante l’estate, li riassumo in punti (vediamo chi arriva a leggere tutto!)

Booking.com

  • Tre mesi di vacanza sono anascronistici.
    Ok, in Italia fa caldo quasi tre mesi l’anno, ma costringere le famiglie a ferie spezzate (lei la prima quindicina di agosto, lui la seconda e poi lo psicologo per i figli che non vedono mai i genitori insieme) e a costi esorbitanti per i centri estivi. Non è giusto.
    Ci sono poi i fortunati che hanno un figlio solo e lo mandano 3 mesi a Malta a imparare l’inglese e quelli che legano i nonni ai nipoti e buona notte alla meritata pensione. Ma non è giusto neanche questo. I nonni non hanno diritto a godersi le vacanze?
  • Far fare i compiti ai ragazzi vuol dire impegno anche per i genitori, e questo da fastidio, sopratutto durante i soli 15 giorni di ferie
  • Molti genitori non sono in grado di imporre delle regole ai figli.
    Per insicurezza (la maggior parte è convinta che un rimprovero e uno sculaccione creino un serial killer) e per pigrizia.

I compiti per le vacanze portano a galla questi problemi. E per questo danno fastidio e molti non li vorrebbero.
Proprio per questo ritengo che i compiti, equilibrati, siano necessari.
Poi se vogliamo educare i nostri figli a vivere senza regole e senza responsabilità poi non ci lamentiamo se l’Italia è quello che è.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.