Dolcetto o scherzetto?

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Le processioni: dolcetto o scherzetto?

Nella notte di Halloween tradizione vuole che i bambini vadano di casa in casa, vestiti in maschera, chiedendo “dolcetto o scherzetto?” Sebbene nella secolarizzazione della festa si sia perso l’aspetto religioso della festività questa tradizione può essere definita una vera e propria “processione” che bene si riallaccia a tante processioni diurne e notturne di bambini questuanti tipiche della cultura e del folclore contadino italiano.

L’espressione “dolcetto o scherzetto” in inglese è “Trick or treat” che in realtà può significare “sacrificio o maledizione” a ricordare il legame tra questa abitudine e alcuni riti magico/religiosi della cultura popolare.

Le processioni macabre attraverso il centro abitato o dei bambini di casa in casa sembra legata alla processione dei morti che secondo molte tradizioni popolari italiane e non solo, in alcuni giorni particolari avrebbero la possibilità di tornare in questo modo per fare processioni o assistere a messe redentrici.
La presenza dei defunti e degli spiriti nel mondo dei vivi è tradizionalmente vissuta in maniera duplice da parte dei vivi. Da una parte il timore atavico verso l’occulto e il trapassato, dall’altra il desiderio di rivedere i propri cari e la speranza che questi portino beneficio (infondo non sono i morti suggerire i numeri da giocare?)

Per questo motivo la minaccia/promessa di “uno scherzo se non viene dato un dolce” è una sorta di scongiuro verso la possibilità che la stessa visita sia fatta dai trapassati o una rappresentazione simbolica della stessa affinché gli spiriti si rivelino benigni nei confronti “della casa”.
In questa usanza si trovano espresse altre due caratteristiche proprie della festa di Halloween: la luce e le maschere.

Le maschere, si è visto, hanno valenza duplice. Da una parte “spaventare il nemico”, in questo caso le forse occulte, dall’altra di nascondere l’identità di chi è in processione al fine di evitare eventuali rappresaglie in momenti in cui viene a mancare la protezione del gruppo o della festa.

La luce lungo le case ha la funzione di allontanare gli spiriti dalle abitazioni (che i morti potrebbero voler visitare con il rischio di perdere “il gruppo” e rimanere bloccati nell’ “aldiqua”) e di far luce alle anime penitenti.

(…continua…)

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