Giardino di Villa Bardini

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Giardino di Villa Bardini

Metti un pomeriggio incredibilmente di sole e in una domenica in cui, altrettanto incredibilmente, siamo tutti e cinque liberi da lavoro, impegni e feste, cosa di meglio che riscoprire ino degli angoli verdi più affascinanti della città?

Il giardino di villa Bardini si trova in zona San Niccolò, vicino al Forte bel Vedere e il Giardino di Boboli (non per niente esistono biglietti comulativi per tutti e tre i giardini).

Villa Bardini a Firenze
Villa Bardini a Firenze

Come molte parti della mia città, l’ho scoperto da poco. Un paio di anni fa, con il piccolo ancora sul passeggino e alimentato ad omogeneizzato, avevamo fatto una gita con bambini e nonna, alla scoperta di questo angolo di storia Fiorentina. Si trattò di una bellissima avventura, anche se nell’occasione dovemmo tornare a recuperare un pupazzo rimasto a godersi il panorama, e così oggi ho deciso di proporre a Cosimo la visita di questo giardino.

Dopo le immancabili proteste “voglio stare a casa” “andiamo ai giardino con i giochi?”, “ma come, devo vestirmi????”, siamo riusciti a montare tutti e cinque in macchina, per fermarci poco dopo nei pressi di San Niccolò.

Il caso ci ha fatto  parcheggiare proprio di fronte al Museo Bardini e l’entrata del giardino della Villa è a pochi passi, direzione Boboli.

Bardini era un commerciante d’arte che aveva fatto fortuna comprando pezzi archeologici per poi rivenderli a collezionisti e musei. Parte degli oggetti recuperati sono andati a formare una collezione privata che ora è un museo, mentre con il ricavato delle vendite aveva acquistato e risistematola villa e il giardino che ora porta il suo nome.

Il giardino, che risente di molti influssi e dello stile dei precedenti proprietari, offre angoli di boschi e giardini di fiori, frutteti, fontane, ruscelli e opere architettoniche, nonchè grotte e terrazze.

Villa Bardini a Firenze
Villa Bardini a Firenze

Il punto più famoso è la terrazza panoramica a cui si accede da una scala molto ripida (e al momento chiusa al transito) o da una rampa, coperta da una volta di glicini che nel momento della fioritura rendono il paesaggio quasi surreale, con la luce lilla che si diffonde dalle piante.

Oggi di glicini ce ne erano pochi e, a dire il vero, piuttosto striminziti, così, archiviata l’immagine pittoresca delle foto viste sul web, ci siamo goduti il verde intenso del passaggio, illuminato da un sole dispettoso, che però ci ha regalato colori e immagini davvero uniche.

Il belvedere è un vero e proprio terrazzo su Firenze, con i tetti delle case, Santa Croce, la Sinagoga, e il Duomo così vicini da dare l’impressione di poter allungare una mano per afferrarli.
Il piccolo, durante tutto il cammino, ogni tanto scorgeva il duomo, uscendo con esclamazioni talmente entusiaste (“la Cupola!”)  da far voltare divertiti turisti e fiorentini a passeggio.
Sedute sulla terrazza del Belvedere, tre femmine, che per età avrebbero potuto interpretare il celebre quadro di Klimt, facevano degli schizzi con lapis e matite su grandi blocchi da disegno, facendomi pensare, ancora una volta, che avere dietro fogli e matite nei pressi dei monumenti, sarebbe un’ abitudine da prendere.

Per nostra fortuna, non avevamo i blocchi da disegno, ma Cosimo aveva preso l’acqua, dato che sapere che nei dintorni c’era una caffetteria avrebbe sicuramente scatenato qualsiasi tipo di desiderio.

Girando dietro la Caffetteria, in realtà una stanzetta da cui escono caffè e bibite, per gli avventori accomodati ai tavolini con vista, ci siamo diretti verso gli ambienti chiamati “limonaia“. Stasera ci sarà un’ installazione sonora (il giardino è pieno di altoparlanti da cui si diffonderà la musica), ma al momento regnava la quiete e dopo pochi passi ci siamo ritrovati nel boschetto, con tanto di funghi, percorso, però da comodi sentieri di ghiaia.

Villa Bardini, fontana del drago
Villa Bardini, fontana del drago

Uno di questi sentieri è costeggiato da un corso d’acqua che scaturisce dalla fontana del drago, mentre altri si snodano tutto intorno.

Si arriva quindi a Villa Mozzi, che noi non potevamo visitare, non avendo pagato il biglietto. Come residenti a Firenze, infatti, abbiamo entrate gratuite per alcuni giardini e monumenti.
Qui c’è un altra bellissima terrazza da cui Firenze sembra ancora più vicina.
Arrivati a questo punto dovevamo inventarci qualcosa, poiché i bambini avevano iniziato a spazientirsi e a partire ognuno in una direzione diversa. Siamo quindi rientrati nel boschetto e abbiamo fatto due squadre (classico maschi contro femmine). All’ entrata avevo avuto l’accortezza di di farmi dare una mappa del parco per figlio  (4 ettari in tutto, per cui il rischio di perdersi è piuttosto labile) ed ecco inventato il gioco. Dirigendosi in direzioni diverse avremmo dovuto ritrovarci a Villa Mozzi.

Sebbene io sia famosa per sbagliare strada anche in casa, non credo di aver mai fatto tanti giri su me stessa, aver preso direzioni opposte alla meta, ed aver vagato così a lungo e  in modo tanto fantasioso “per allontanarci dal babbo”, in soli 200 mq.
In un modo o nell’altro, le femmine sono arrivate prime alla meta, e visto che i maschi tardavano, abbiamo iniziato a passare il tempo con un nuovo gioco: distinguere i suoi che si diffondevano nell’aria. Abbiamo così isolato il frinire delle cicale, il passaggio del vento, lo scorrere dell’acqua e il canto delle foglie, ma anche i passi sulla ghiaia e il parlottare degli altri turisti.

Finalmente ecco il maschio piccolo, che aveva passato metà del suo tempo cercando di lasciare indietro il babbo, perché, dall’alto dei sui tre anni, “io ho la mappa e posso andare da solo!”

La cascata di Villa Bardini
La cascata di Villa Bardini

A questo punto era il momento di dirigersi verso l’ uscita. Abbiamo optato per la rampa, senza passere nuovamente per il belvedere, il che ci ha permesso di ammirare la cascata d’acqua che si trova esattamente sotto il terrazzo di Villa Mozzi.

Ponte alle Grazie "l'uomo comune"
Ponte alle Grazie “l’uomo comune”

Arrivati in via San Niccolò, invece di fermarsi alla macchina abbiamo proseguito per Ponte alle Grazie, e l’istallazione di Clet “L’uomo comune” una statua che ancora, ammetto, non ho capito se essere abusiva o approvata dal Comune o, molto probabilmente, abusiva da talmente tanto tempo che ormai fa parte del ponte. Attraversato l’ Arno siamo arrivati a Ponte Vecchio, ma i bambini iniziavano ad essere stanchi, e le gioiellerie li hanno appena distratti, così, mente Cosimo contava i venditori abusivi (che stanno superando a larche falcate i regolari) i pargoli hanno attaccato con la lista “ho fame/ho sonno,sono stanco/a, mi fanno male i piedi”, ma ormai la macchina era vicina, così come la casa, la doccia e i pigiami

Ora, mentre Cosimo prepara una versione rivista e corretta di pollo alle mandorle (con tacchino e niente mandorle!) io mi dedico a scrivere questa paginetta di turismo… casareccio!

 Cristina

 

Villa Bardini
Villa Bardini

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