I compiti delle vacanze in viaggio

I compiti delle vacanze in viaggio
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I compiti delle vacanze in viaggio

Il tema dei compiti da fare in vacanza è uno dei più spinosi per gli studenti di tutte le età. Ultimamente ci sono correnti che non li ritengono necessari o utili (io non sono d’accordo e li pretendo dai miei figli, ma questo è un parere personale) fatto sta che spesso ci si trovi a combattere o a dover gestire i compiti per le vacanze o i compiti dati per un periodo di assenza da scuola.

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In linea teorica l’ideale sarebbe non portare i compiti veri e propri in viaggio, ma organizzare il lavoro nel periodo precedente e successivo alla vacanza, però non sempre questo è possibile e libri e compiti ci accompagnano anche nel breve periodo di un viaggio. Ecco allora qualche dritta per non trasformare i compiti in una lotta all’ultimo sangue.

Quando fare i compiti

Partiamo con il pargolo in età scolare che ha il famigerato “libro delle vacanze” da completare. Qual’è il momento giusto per metterlo a lavoro? Innanzitutto è inutile incaponirsi a fare sempre tutto. Se si decide di passare una giornata dalla mattina alla sera alla Laguna di Elafonisi o a visitare Edimburgo, il libro rimarrà saggiamente al campo base (hotel, tenda, appartamento…).

In linea di massima il periodo della giornata migliore per stare seduti a tavolino è quello in cui è “impossibile fare altro”. Il dopo prazo e le “ore calde”, se ci troviamo al mare o in genere in un luogo di vacanza dal clima mite o in estate, la sera, quando il tempo inizia a fare scuro, se ci troviamo al nord, o in vacanza nel periodo invernale.

Insomma se passa l’idea che i “compiti” non tolgono tempo al gioco o alle esperienze, ma sono un sistema per passare il tempo ed evitare di annoiarsi, saranno più facili da “digerire”.

Quali compiti fare in viaggio e come fare i compiti

Se si parte con i figli è quantomeno sconsigliabile portarsi dietro 3 vocabolari e le tavole dei logaritmi e, a meno che non si parta per tutti e tre i mesi di ferie scolastiche, la cosa migliore è lasciare il “grosso” per il periodo in cui non siamo in viaggio. L’ideale sarebbe limitarsi a portare con noi libro di narrativa o il romanzo da relazionare, da leggere sotto l’ombrellone o in un momento di relax in “casa” (appartamento, hotel o tenda che sia). É in questi momenti che anche gli adulti si dedicano maggiormente alla lettura e sarà più facile anche per i più giovani avvicinarvisi.
Se poi il libro da leggere è un testo “a piacere” , seguendo il consiglio di Servergnini, possono essere scelti testi in tema o di autori legati al luogo che andremo a visitare.
In ogni caso in viaggio è preferibile avere con se le materie meno ostiche al giovane alunno e che risultino più piacevoli e meno imposte.

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