I Pasti dei bambini in viaggio

I Pasti dei bambini in viaggio
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I Pasti dei bambini in viaggio

Per organizzare i pasti in viaggio con i bambini, sopratutto se piccoli, possono essere utili delle piccole accortezze, come l’attenzione agli orari e tentare di mantenere i pasti più vicini al quotidiano.

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A prescindere dai consigli a seguito è importante che i genitori ricordino che, in massima parte, la tranquillità degli adulti, si trasmette ai piccoli.
Un cambio o uno slittamento di orario, un pasto a base di dolci, piuttosto che una colazione molto abbondante, possono essere un ottimo modo per vivere in allegria la vacanza o il viaggio, senza che questo debba scatenare tremori o paranoie.

Purtroppo i bambini molti piccoli non sempre si adattano come gli adulti, ma anche i bambini crescono in fretta pronti a fare colazione all’inglese e cena spagnola.
Prima di quel momento ecco qualche consiglio.

Gli orari dei pasti familiari

Una delle cose che spesso si cambia in vacanza o in viaggio è l’orario dei pasti.
Con i bambini questo è solo parzialmente possibile.
Se si tratta di lattanti il problema semplicemente non sussiste: quando il piccolo a fame si fa sentire e non ci sono scuse, bisogna sfamarlo.
Intorno ai 5 mesi i pasti si assestano in numero di 5, ad orari abbastanza fissi e su questi si fondano gli orari dello svezzamento.
In linea di massima dal momento dello svezzamento fino a circa i 2 anni sarà difficile essere molto elastici con gli orari dei pasti ed è meglio cercare di rispettarli.
In caso di viaggi che portino ad un cambio di fuso orario rilevante vale la pena sentire il consiglio del pediatra per abituare il piccolo ad un cambiamento che non riguarderà solo il pasto, ma tutta la ruotine giornaliera.

Al di là dei casi limite quando si prevede di essere in viaggio durante l’orario del pasto è bene premunirsi per tempo con una pappa da trasporto e sopratutto, con biscotti o formaggini che è possibile servire anche in “movimento” per esempio in macchina o a piedi.

Quando in fine il bimbo molto piccolo piange perchè a fame e non c’è modo alcuno di sfamarlo, c’è solo d’avere pazienza.
A volte il pianto del bambino e l’ansia della mamma possono portare a fare delle grosse sciocchezze. Allattare un bambino in un’auto in movimento, non vuol dire calmare il piccolo, ma attentare alla sua vita. In caso di una brusca frenata o di un tamponamento, infatti, l’abbraccio della mamma può non essere sufficiente ad evitare il peggio.

Ricordo come un incubo una strada tutta curve per raggiungere Capo dei Corsari in Sardegna, con la figlia a metà dello svezzamento che urlava come un’aquila per la fame. Non c’era modo di fermarsi per darle da mangiare e ancora non aveva i denti con cui sfogarsi su un formaggino o un pezzetto di pane. Dopo circa mezz’ora di pianto, finalmente, arrivammo in paese e dato che l’appartamento non era pronto le preparati la pappa a temperatura ambiente con il brodo vegetale e le cremine di cereali. Divorò tutto, quasi fosse stato il più sontuoso dei banchetti e finalmente lasciò in pace i nostri orecchi!

Quando si viaggia con i bambini, sopratutto se piccoli, sarebbe bello riuscire a mantenere il più possibile gli orari a cui sono abituati. Ciò nonostante, questo è talvolta impossibile ed è bene ricordarsi delle abitudini del paese in cui siamo ospitati per non correre rischi.
Nelle grandi capitali di Europa, ristoranti e bar sono di solito apert i24 al giorno, ma se ci spostiamo in una realtà più piccola, anche se di poco, le cose cambiano.
In Nord Europa, (Germania, Belgio, Olanda, Regno Unito, Irlanda) ma anche in alcune zone dell’altitalia, d’abitudine si cena introno alle 6/7 di pomeriggio. Cercare un ristorante aperto alle 21.00 a Bruges d’inverno è una questione fuori discussione (per inciso, nella specifica situazione ci trovammo, io e mio marito, ancora ragazzi e senza figli, a cenare con un panino e un boccale di birra in un bistrò fumoso di una via traversa di Bruges, dove il padrone, colto da spirito caritativo, ci fornì due toast).
Nelle piccole località anche i supermercati e i piccoli esercenti chiudono prima che da noi, cosa da tenere presente nel caso in cui si debba fare la spesa per la cena o si atterri particolarmente tardi all’ aeroporto.
Nel Sud Europa (Spagna, Grecia) gli orari sono spostati di una o due ore rispetto alla media italiana.
Questo implica avere ristorantibar negozi aperti alle 10 di notte, ma non alle 8 di mattina.
In particolare, quando si viaggia, è da tenere presente la “siesta” pomeridiana, che assicura la chiusura di molti esercenti in Spagna. In Grecia la siesta non è canonizzata, ma nella penisola ellenica il viver bene è uno stile di vita: una sana flemma filosofica pervade i più e rilassa il turista che se ne lascia coinvolgere.
Naturalmente le grandi città o i villaggi turistici esulano da orari di chiusura o riposo, ma è bene essere preparati se ci si reca in piccole località

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La colazione

La colazione è uno dei pasti più importanti della giornata. Consumata dopo un lungo periodo di digiuno, ha lo scopo di dare all’organismo le sostanze fondamentale per affrontare la giornata.
Il latte è l’elemento principale della colazione ed è bene che venga accompagnato ad altri alimenti come biscotti o cerealipanemarmellata ecc.
Molte strutture ricettive offrono la colazione, sia essa a buffetinternazionale o composta da un “cestino” con il necessario per essere preparata dall’esercente.
La colazione della struttura ricettive è talmente varia che è facile trovarvi il necessario per i gusti di ognuno, se invece si soggiorna in appartamento, al supermercato o nei piccoli negozi sotto casa sarà facile trovare pane, biscotti, burro, marmellata, latte, caffè, cereali e quant’altro. E’ bene comunque preparare i bambini al fatto che sarà possibile non avere quella data merendina, piuttosto che il biscotto particolare, senza, però trasformare la questione in un dramma.

Il latte intero o scremato si trova ovunque in Europa. In alcuni paesi il sapore del latte è leggermente diverso rispetto a quello a cui siamo abituati (è il caso dell’Irlanda). Se il sapore è proprio un problema, ovunque si trovano additivi al latte: caffè solubile, cacao, cereali, che ne edulcorano il gusto.

La colazione all’inglese

La colazione all’inglese ha il potere di incuriosire moltissime persone. In realtà le strutture ricettive affiancano la colazione a base di uova e bacon alle classiche colazioni con dolcibrioches (che all’estero sono sempre e comunque da riempire con burro e marmellata. La brioches vuota è una prerogativa italiana) e crema di riso o pudding. Il pudding originale è un dolce piuttosto laborioso, ma nelle strutture del Regno Unito o nei luoghi in cui è forte la presenza di inglesi (alcune isole della Spagna) è facile trovare un composto di riso e latte, che assomiglia all’impasto del budino di riso prima di essere cotto. Ed è veramente buono!
Se si decide di vivere il più possibile come persone del luogo, la colazione a base di uova è tutt’altro che da scartare. Nel Regno Unito il pranzo è molto leggero (talvolta un panino o un’insalata) e la colazione sostanziosa serve a raggiungere in scioltezza l’ora del tea.
Se si hanno figli grandi o adolescenti non è il caso di proibire la colazione all’inglese. L’uovo, anche fritto, il prosciutto e le salsicce, non hanno mai ucciso nessun ragazzo, e può rappresentare una buona risposta per la voracità degli adolescenti in crescita. Senza contare che tutti gli appassionati diHarry Potter per sette anni hanno seguito il loro eroe svegliarsi al magnifico odore di salsiccia.

La merenda di metà mattina

Quando i bambini vanno a scuola, la merenda di metà mattina è spesso rappresentata da un panino o da una merendina. Il tempo della vacanza può essere un momento per tornare alla merenda rappresentata da un frutto intero, frullato o grattato.
Quando siamo in viaggio, l’omogeneizzato di frutta o la purea di frutta è molto comodo (anche se il bambino è grande, di solito piace), ma un frutto grattato o frullato (mela, pera e banana, ma anche susina, pesca, prugna o albicocca a secondo della stagione) si conserva bene se preparato al mattino e messo in un contenitore a misura (contenitori gelo o anche vasetti degli omogeneizzati, basta che chiudano bene!) La frutta tende ad annerirsi, ma si tratta soltanto di ossidazione, basterà mischiare un po’ il composto per renderla comunque appetibile (ed in ogni caso un bambino piccolo e affamato non si fa grandi problemi al riguardo).
Se il bambino è grandicello, mettere in borsa un frutto intero o due (i clementini sono fantastici) permette di avere sempre a portata di mano una merendasana e genuina.

Il Pranzo

Il pranzo, dei tre pasti principali (colazionepranzo e cena) è quello più veloce e leggero, sopratutto in viaggio. È in questo momento, che si tende a consumare i panini o alimenti leggeri e veloci o il così detto pranzo a sacco. Nel caso dei bambini piccoli, lattanti o in fase di svezzamento le possibilità di modificare il momento del pranzo sono molto poche ed è per questo motivo che è bene viaggiare ben organizzati, trasportando il cibo dei piccoli in modo tale che sia facile da scaldare e somministrare.

Quando il bambino è più grande, è comunque più comodo pranzare in un luogo chiuso, ristorante o bar, sopratutto se il clima non è clemente (si viaggia d’inverno o nel nord Europa) e se c’è bisogno del bagno.
Detto questo non è assolutamente necessario perdere ore in un ristorante per pranzare, piacere che è meglio riservare alla cena. In Italia come nel resto dei paesi europei, sono molte le scelte per consumare il pranzo: barbistròtavole calde, negozi di Kebab e ghiros pita e persino fast food, ma se siamo in viaggio con i bambini è importante trovare un luogo pulito e in cui sia possibile stare a sedere.
In fine è bene tenere presenti le abitudini di ogni paese. A Parigi le creperie e i bistrò sono ottimi luoghi in cui pranzare, in Germania è possibile mangiare ottime zuppe in ristorantini tipici, ma anche in macellerie che hanno annesse le tavole calde e in alcuni Ibiss. In fine nelle Konditorei, pasticcerie, è possibile pasteggiare a dolci e caffè (o cioccolata calda) per la gioia dei bambini!
In Grecia, invece, non è facile mangiare “un boccone al volo”: persino il caffè viene servito solo a sedere, e allora, visto che siamo in vacanza è meglio approfittare.

La merenda di metà pomeriggio

La merenda di metà pomeriggio è quella in cui spesso il bambino riesce a contrattare la sua piccola dose di schifezze: merendine confezionate, ovetti o barrette di cioccolato, snack, patatine e quando va bene pizzette e schiacciate. È vero fanno male ma si trovano ovunque nel mondo e se non sono l’abitudine il loro danno è limitato.
Se si guarda alla salute la merenda di metà pomeriggio dovrebbe essere a base di yogurt, frutta e biscotti, oppure latte, pane e marmellata ecc. Il pane e marmellata in viaggio sono un disastro (si rischia di trovare marmellata appiccicosa ovunque nel bambino, nella borsa, in macchina e sugli abiti). Lo yogurt è piuttosto comodo da trasportare e (a meno che non si tenga 6 ore sotto il sole cocente) regge bene anche fuori dal frigo.
In fine non è da sottovalutare il gelato. Paradossalmente quello confezionato è più sicuro (magari meno genuino, ma più sicuro) poichè i congelatori in cui è conservato garantiscono meglio la catena del freddo.
Se poi siamo in viaggio in Inghilterra, una merenda originale è rappresentata dalla così detto “the delle cinque”

Il the delle cinque

L’ora del tea ha assunto ormai un immagine quasi fantastica nell’immaginario collettivo (e nei fans di Agatha Christie).
Secondo tradizione, questo momento, vede apparire sulla tavola di casa (o del locale prescelto) la bevanda delle indie, allungata rigorosamente con il latte, accompagnata da dolcetti e pasticcini da guarnite con crememarmellate e panna. Se l’idea del latte nel tea proprio non vi va giù, basta chiedere the con zucchero o senza latte.
Il tea di metà pomeriggio è un ottimo modo per passare una merenda originale nel Regno Unito

La Cena

Il momento della cena è il più sensibile ai cambiamenti di orario dovuti alle abitudini del paese ospitante e alle esigenze di chi viaggia. Ancora una volta per i bambini molto piccoli, lattanti o in fase di svezzamento la preparazione e il consumo della cena non possono discostarsi molto dalle abitudini domestiche, fermo restando la possibilità di preparare la cena in un luogo, casa, appartamento, e consumarla in un altro: ristorante.

Se i bambini sono abbastanza grandi per farlo, il momento della cena è ottimo per conoscere la cucina locale. Ferma restando l’attenzione alle esigenze dei piccoli e a cosa è adatto a loro in base all’ età e ai gusti, a cena è più facile fermarsi in un ristorante, avere il tempo per scegliere un menù più elaborato e provare piatti nuovi.

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