Insegnare le lingue ai bambini: come farlo quando si viaggia all’estero

Insegnare le lingue ai bambini

Insegnare le lingue ai bambini: come farlo quando si viaggia all’estero

 

I bambini imparano in fretta, soprattutto le lingue, per questo secondo la ricerca del MIT bisogna approfittare di qualsiasi momento buono per insegnargli il più possibile. Specialmente quando si viaggia in un paese estero, i bambini sono soggetti a moltissimi stimoli e quindi vale la pena provare anche a insegnargli le basi della lingua del paese che si sta visitando. Per farlo nel migliore dei modi, è fondamentale far leva sulla loro curiosità e sulla voglia di apprendere, sfruttando gli strumenti più adatti e facendoli al contempo anche divertire.

 

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Stimolare la loro curiosità

La molla che spinge all’apprendimento il bambino è la curiosità: infatti, se ciò che lo circonda non lo attira difficilmente ne ricaverà qualcosa. Ci sono però dei metodi per suscitare la loro attenzione e farli interessare a cose che altrimenti non avrebbero reputato degne di nota. In viaggio il tempo a disposizione da passare con i più piccoli è maggiore e bisogna saperlo sfruttare al massimo. Un museo, ad esempio, può sembrare noioso, ma descrivere nei dettagli un modellino di un manufatto d’epoca, o raccontare la storia legata a un evento del passato, o a una scoperta, certamente accende la loro fantasia. Ormai i musei più moderni sono attrezzati con grandi schermi digitali, che mandano di continuo le informazioni sulla storia dei reperti in tutte le lingue. Un altro sistema molto valido è quello di leggere insieme ai bambini le parole in lingua straniera, accoppiando le figure alle frasi e commentandole parola per parola. E infine rispondere sempre a tutte le domande, anche parlandogli in un’altra lingua nel caso la si conosca.  In alternativa, ci sono degli strumenti molto utili e tecnologici che possono supportare i genitori in questa missione.

 

Usare gli strumenti giusti

I bambini imparano in fretta, è vero, ma la tecnologia può svolgere un ruolo fondamentale. Ad esempio, al giorno d’oggi ci sono tante applicazioni per smartphone che permettono di intrattenere i bambini e di farli giocare imparando. Un bambino che vuole imparare l’inglese, ad esempio, potrà studiare i principali termini approfittando di un dizionario di inglese presente online su portali noti per l’apprendimento linguistico, come Babbel ad esempio. Anche se spesso queste piattaforme sono pensate per l’apprendimento degli adulti, si possono sfruttare anche per i bambini poiché utilizzano metodologie semplici e intuitive. Ovviamente il segreto è di non farlo passare come studio, ma come un passatempo a cui dedicarsi tra un’attività e l’altra nel corso della propria vacanza. E le tecnologie utili sono davvero tantissime, dato che sul web è possibile reperire una quantità di materiale illimitata, dai cartoni in lingua originale ai quiz e giochi da fare online o da scaricare. In questo modo i bambini impareranno termini nuovi e faranno l’orecchio per la lingua straniera senza il minimo sforzo, quasi come fosse una specie di gioco.

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Inventare dei giochi

I giochi possono aiutare davvero moltissimo a imparare, anzi si può affermare che il gioco è stato il primo strumento di apprendimento per chiunque in tutte le epoche. Anche per imparare le lingue giocare aiuta tanto, soprattutto se si fa in gruppo. Sicuramente in viaggio non mancheranno le occasioni di incontrare altre persone e altri bambini e la maniera migliore di fare amicizia è di farli giocare assieme. I giochi semplici sono quelli più accattivanti, ed esistono giochi conosciuti ovunque, ma, in ogni caso, basta poco per spiegare le regole e iniziare coinvolgendo tutti. Board race, ad esempio, è un gioco usato proprio per ripassare l’uso della lingua, ed è molto facile. Si fanno due squadre, si divide il foglio in due e si scrive in alto l’argomento. Alternativamente un elemento di ogni squadra dovrà scrivere una parola sull’argomento e pronunciarla. La squadra vince un punto se la parola è corretta. “Simon says” invece è anche un gioco di ruolo, dove i ragazzi devono tradurre in parole i gesti di Simon, e il più bravo può diventare Simon. Simile a Simon says è il gioco del mimo, nel quale le azioni sono descritte in alcuni fogli da estrarre da una borsa. La squadra che pesca il foglio mima la frase, dopo averla compresa dall’inglese, l’altra la traduce in parole.

 

Il viaggio rappresenta l’occasione ideale per far avvicinare i propri figli a una lingua nuova e iniziare a insegnargli i termini principali, una cosa che potrebbe tornargli molto utile da grandi.

 

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