L’ Albaicìn di Granada con i Bambini

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L’ Albaicìn di Granada con i Bambini

Il quartiere più tradizionale di granada

L’ Albaicìn (Albayzínè o Albayzín) il quartiere in cui si stanziarono i Mori dopo la Reconquista, creando un quartiere ricco che arrivò ad annoverare fino a 60,000 abitanti e 26 Moschee. Il mome, Albayzínè ricorda la sua origine dato che è una derivazione di bayyasīn: “provenienti da Baeza” la città dei moriscos fondatori del quartiere.
Oggi rimane l‘intrico di vicoli e strade e passeggiare per le sue pittoresche e ben conservate viuzze medievali, tra balconcini e patii significa compiere un viaggio all’indietro nel tempo.
Sebbene sia la sua origine mussulmana a rendere unico questo quartiere, tanto da essere definito uno dei più autentici di Granada, il monumento più famoso è una chiesa cattolica: la Chiesa di San Salvador .
Si tratta di una chiesa in stile mudéjar, costruita sull’antica moschea maggiore di Albaicìn XVI secolo.
Un luogo bellissimo in cui fermarsi è il belvedere di San Salvador, che si apre proprio davanti alla chiesa e che permette di ammirare dall’alto la vicina fortezza di Alhambra.
Sempre nel quartiere meritano una visita i Bagni Arabi, mentre se si entra dalla piazza Larga dell’Albaicín vale la pena di ammirare l’Arco de las Pesas, il nome che I granadini hanno dato alla Puerta Nueva.

La porta dei pesi ha una storia tutta da raccontare.
Appesi all’architrave si possono vedere dei pezzi di ferro: sono i pesi che erano utilizzati come unità di misura per i commerci nel quartiere. Da qui il nome della porta, che nella sua storia è stata considerata anche di malaugurio dai moriscos e per un certo periodo, chiusa.

Per gli amanti delle casate reali consigliamo una visita al convento Convento di Santa Isabel la Real (volito dala Regina Isabella) che è collegato al più antico Palazzo di Dare al-Horra, la Casa della Regina. Qui infatti abitava dopo il ripudio la regina ʿĀʾisha, la madre di Boabdil, ultimo re nazarí di Granada, con il quale si estinse la dinastia.
Per gli amanti del gossip, ʿĀʾisha fu ripudiata dal consorte, il sultano Abu l-Hasan ‘Ali, padre di Boabdil, che si era innamorato follemente di una schiava cristiana, convertita all’islam e divenuta sposa del sultano.
La regina madre venne quindi “trasferita” da all’Alhambra, a Dare al-Horra cioè la “casa della donna onesta” (magra consolazione o ironia maschilista?)

In fine se si decide di percorrete le strade Calderería Nueva e Calderería Vieja è possibile scoprire la strada che collegava l’Albaicín con la Medina, attraverso strada Elvira e la sua porta.

I Bagni Arabi di Granada con i bambini
Considerati luoghi di malaffare erano in realtà un importante ritrovo pubblico

I bagni Arabi di Granada si trovano nell’antico quartiere mussulmano di Granada: Albaicìn o Albayzínè o Albayzín. Si tratta di un monumento quasi unico, perchè dopo la reconquista quasi tutti i Bañueli furono distrutti (dai cattolici erano considerati luoghi malfamati).
Sebbene avessero una pessima fama, i bagni erano un luogo di vita sociale molto importante con una rigida divisione tra gli ambienti maschili e quelli dedicati alle donne.
Qui si parlava di religione e ci si tagliavano i capelli, di accedeva alle cure di tipo termale e ci si sottoponeva ad un massaggio.
Similmente alle terme Romane i bagni arabi erano prima di tutto un luogo di incontro e relax e similmente ai bagni romani erano composti di vari ambienti con vasche e aree a diverse temperature: calda tieida e fredda.
Oggi ai bagni arabi si accede attraverso una piccola casa che venne costruita qui dopo la riconquista (fortunatamente, nonostante la fama di male affare questi bagni arabi non vennero distrutti con il ritorno del cattolicesimo). Per avere la comodità dell’acqua vicina i bagni furono costruiti sulla riva del fiume Darro.

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