La Grotta del Vento in Garfagnana (Fornovolasco) e Fosciandora

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La Grotta del Vento in Garfagnana (Fornovolasco)

La Grotta del Vento in Garfagnana si trova a Fornovolasco, una frazione del comune di Vergemoli (uno dei più piccoli dell’intera Garfagnana) che sorge – in una stretta valle all’incrocio di due torrenti, – nella parte più meridionale della Garfagnana, in un angolo ai piedi dei monti Tambura e Pania della Croce che già Dante Alighieri conosceva e, nella sua Commedia, chiamò Tambernicchi e Pietrapana.
Se l’abitato di Vergemoli merita una visita per la pregevole chiesa romanica dei Santi Quirico e Giulitta (una delle chiese più antiche della regione, famosa per ospitare un’incantevole statua lignea cinquecentesca della Madonna col Bambino), Fornovolasco è nota per la Grotta del Vento.

La Grotta del Vento

La Grotta del Vento sorge nel cuore di una delle zone più aspre e selvagge delle Alpi Apuane, ma bellezza del suo mondo sotterraneo è indescrivibile. La grotta è da decenni attrezzata con comodi e sicuri sentieri, adatti anche alle famiglie con i bambini. Si può scegliere tra vari itinerari guidati che permettono di scoprire una grande abbondanza di concrezioni calcaree ed effettuare un particolare canyon sotterraneo.

La Grotta del Vento con i bambini
L’esperienza della Grotta del vento è sicuramente interessante per grandi e bambini, per la bellezza della natura del luogo e per l’idea di entrare “nel ventre della terra”.
Come per tutte le escursioni sotterranee è bene tenere presenti alcune caratteristiche dell’escursione:

  • sono disponibili tre itinerari, è possibile fate il primo (1 ora circa), il secondo (2 ore circa) o il terzo (3 ore circa) a seconda delle esigenze familiari
  • non è possibile accedere alla grotta con i passeggini o zaini porta bambini
  • l’ambiente è buio e l’entrata nella grotta ha sempre qualcosa di innaturale. Per i bambini molto piccoli è importante mediare l’esperienza, rassicurarli e tenerli vicini
  • Un po’ d’acqua e qualche biscotto/cracker per il percorso possono fare comodo

Come vestirsi per andare alla Grotta del Vento
Per quanto i percorsi siano fatti in comitiva e siano strutturati per non esperti è bene vestirsi con abiti e scarpe comode: pantaloni e scarpe da ginnastica.
Sia in estate che in inverno la temperatura nel sottosuolo è intorno ai 10 gradi è quindi consigliabile avere un abbigliamento adatto (nè troppo leggero, ma neanche troppo peso). Le pareti sono umide ed è frequente lo “sgocciolamento”. Una giacca leggera imperimiabile (k-w) può essere utile.

Per informazioni sulla visita:
Direzione “Grotta del Vento”
tel. +39 0583-722024
E-mail: info@grottadelvento.com
sito web www.grottadelvento.com.

Curiosità
Perchè si chiama Grotta del Vento. La grotta del vento ha due aperture, una in posizione più elevata rispetto all’altra. La temperatura interna alla grotta è sempre di +10 gradi. In estate la temperatura esterna più alta entra dall’apertura superiore, si raffredda ed esce da quella inferiore. D’inverno succede l’inverso creando un vento costante.Prima di grotta, frigo! Dal 1600 al 1800 della grotta del Vento si conosceva soltanto… il vento, che , incanalato in una capanna, veniva utilizzato per la conservazione del cibo.Alla fine del 1800 alcuni giovani entrarono in un’apertura dopo che vi era entrata (e poi uscita) una bambina di 4 anni. Questa stessa apertura sarà in seguito allargata per l’esplorazione.La stanza dell’Orso. Prima di accedere alla grotta vera e propria ci si ferma nella stanza dell’orso. Qui è presente anche lo scheletro di un orso delle caverne vissuto in questa zona nel 6.000 a.c circa!

Fosciandora

Non lontano da Vergemoli, sorge il piccolo centro di Fosciandora. Questo tranquillo angolo di Garfagana è adagiato lungo la riva sinistra del fiume Serchio.
Nonostante la sua posizione collinare, Fosciandora, gode di un clima particolarmente mite: risulta, infatti, protetto dall’Appennino.
Merita una visita per il suo Santuario di Maria Santissima della Stella. Già nominato in una Bolla di Alessandro III del 1167, è da sempre, meta di pellegrinaggio.
Il santuario venne ricostruito dopo un lungo periodo di abbandono nel 1661 e, nel corso del 1800, in seguito al ritrovamento di un affresco della Madonna del XIV secolo, fu riportato ad antico splendore.

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