Leggende della Garfagnana

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Leggende della Garfagnana

La Garfagnana è una delle zone più magiche della Toscana, in cui perdurano, ancora oggi, leggende e credenze molto antiche. Eccone alcune che certamente allieteranno il viaggio con i più piccoli

  • Il Volto Santo di Lucca
  • Come sono nate le Alpi Apuane
  • Il Ponte del Diavolo
  • Il Linchetto

Il Volto Santo

A Lucca è conservata un’opera scultorea chiamata “Volto Santo” Si tratta di una scultura di legno rappresentante la crocifissione di Cristo, ma l’elemento di grande venerazione è appunto il Volto.

Secondo la legenda lo scultore realizzò tutta l’opera escluso il viso per poi venir preso dai dubbi: come poteva lui, uomo mortale, raffigurare il volto di Gesù?

Bloccato in questo pensiero, non riuscì a proseguire il lavoro, e, macerato dal dubbio, finì per addormentarsi.

Al suo risveglio si accorse con stupore che la statua era completata. Un angelo in persona aveva terminato il volto di Cristo.

La statua, secondo alcuni scolpita addirittura da Nicodemo, sarebbe poi stata messa su una nave senza equipaggio e lasciata al mare. Superate tempeste e pirati senza subire danno, sarebbe approdata sulle coste toscane, diventando motivo di contenzioso tra la popolazione.

Come per altre immagini sacre, anche in questo caso la diatriba venne risolta facendo scegliere… all’oggetto. Il crocifisso venne caricato su un carro con due buoi legati in posizioni opposte e lasciati liberi. Il carro venne ritrovato nei pressi del Duomo che lo ospita.

Il Volto Santo divenne quindi oggetto di venerazione per i pellegrini, che si recavano appositamente a Lucca attraversando il fiume Serchio all’altezza di Borgo a Mozzano. Qui passavano sul ponte detto del Diavolo, ma questa è un’altra storia!

Il Ponte del Diavolo

A Borgo a Mozzano esiste un bel ponte che attraversa il Serchio dall’aspetto molto particolare. È formato da varie arcate, di cui una sproporzionata rispetto alle altre.

Si chiama Ponte della Maddalena, e pare sia stato voluto da Matilde di Canossa, ma per tutti è il Ponte del Diavolo a causa di un’antica Leggenda.

Arrivati a Borgo a Mozzano i pellegrini che volevano attraversare il Serchio per raggiungere Lucca e ammirare il Volto Santo si trovavano in grave difficoltà, non esistendo ponti, ed erano costretti a costeggiare il fiume per un lungo tratto alla ricerca di un guado o un ponte.

Un angelo decise quindi di costruire un ponte in questo punto per facilitare i pellegrini ed evitare che si esponessero ad ulteriori pericoli lungo la strada. Si mise quindi al lavoro costruendo le prime arcate, ma arrivato a costruire la parte finale dell’arcata più alta si rese conto di aver preso male le misure e di non sapere come chiudere la volta.

Richiamato dalla sua disperazione, si presentò, direttamente dall’inferno, un diavolo che propose all’angelo un patto: avrebbe terminato il ponte in cambio dell’anima del primo essere vivente che avesse attraversato il ponte.

L’angelo, dopo un momento di riflessione, accetto.

Il giorno seguente il diavolo aveva terminato il lavoro e si presentò a richieder il riscatto pattuito.
L’angelo, con la scusa di controllare il lavoro, si mise su una sponda del Serchio con della carne in mano e la lanciò con precisione dall’altro lato del ponte. Un cane randagio e affamato, attraversò di corsa il ponte per prendere la carne diventando così, di fatto, il primo essere vivente ad attraversarlo.

Scornato e umiliato, dall’astuzia dell’angelo, il diavolo tornò all’inferno più rosso di prima!

Curiosità

Sono molti i ponti di forma simile a quello di Borgo a Mozzano a giro per il mondo e probabilmente sono altrettante le legende simili. Tanto è vero che Goethe, nel suo Faust, fa dire a Mefistofele: “Sarebbe una bella perdita di tempo! Preferirei costruire mille ponti.

Come sono nate le Alpi Apuane

In Garfagnana circola una leggenda riguardo all’origine delle Alpi Apuane.

Al momento della creazione del mondo Dio Affidò ad ogni angelo un compito: alcuni dovevano pensare ai prati, altri ai fiori, altri i boschi ecc.

Ad un angelo dette il compito di costruire le montagne dell’appennino. Gli venne dato terra, rocce, pietre e marmo. Riguardo al marmo l’angelo ricevette indicazioni precise: era un materiale prezioso e andava usato con parsimonia.

L’angelo volenteroso iniziò a costruire l’Appennino stando molto attento all’utilizzo del Marmo, ma la sua attenzione fu a dir poco eccessiva. Arrivato a fine del lavoro si accorse che di Marmo ne era rimasto davvero troppo. La giornata stava finendo e presto sarebbe passato Dio a osservare il lavoro. Cosa Fare? Preso alla sprovvista l‘angelo ammassò tutto quel marmo insieme, realizzando in fretta e furia una catena montuosa che ricoprì di un sottile strato di terra per non essere scoperto.

Lo stratagemma funzionò perfettamente, almeno fino al momento in cui gli uomini non iniziarono a cercare il marmo, scoprendo sulle Apuane la riserva più ampia!

Il Linchetto e il Buffardello

Se siete in lucchesia e perdete qualcosa, non trovate le chiavi o vi sembra di aver messo qualcosa nel posto sbagliato, la colpa, quasi sicuramente è del Linchetto.

Cugino toscano del Lepricano Irlandese, il Linchetto è un folletto dispettoso che si diverte a far cagliare il latte, a intrecciare i crini delle code delle mucche e a far sparire le cose o a spostarle. Così se in tasca vi trovate qualcosa che non vi appartiene, o l’oggetto che avete lasciato sul tavolo si materializza sulla sedia, il responsabile sarà sicuramente il Linchetto.

Talvolta lo scherzo diventa troppo pesante il folletto “infesta” una casa e i suoi abitanti. In questo caso la via migliore consiste nel prendere un sacchetto di miglio o di ceci e spargerne il contenuto per terra, vicino alla porta. Il Linchetto, come molti esseri magici (incluso, secondo alcuni, il vampiro Rumeno) non sopporta i piccoli oggetti in disordine e sarà costretto a contarli tutti facendone file perfette. In alternativa è possibile appendere alla porta di casa un ramo di ginepro. Le numerose foglie della pianta devono essere tutte contate dal Lichetto, che dopo la faticaccia, di solito, preferisce cambiare casa e vittima!

In Garfagnana un essere molto simile al Linchetto prende il nome di Buffardello . Rami di ginepro fuori dalla porta hanno la stessa funzione esorcizzante.

 

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