Le maschere di Halloween

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Le maschere di Halloween

La festa tradizionale della vigilia di Ognisanti (Halloween) ha una conversione importante vesto la secolarizzazione e si imborghesisce soprattutto nel corso del 1800 nel mondo anglosassone.
È questo il periodo in cui la borghesia inglese e americana secolarizza molte feste (in primis il Natale, di cui parlerò a tempo debito e le sublima come feste legate all’infanzia.
Per quanto riguarda Halloween non va dimenticato che è questo il periodo della letteratura gotica e delle opere letterarie e pittoriche di W. Blake ( 1757 –  1827)

Mary Shelley con il suo “Frankenstein o il moderno Prometeo” (1818), Robert Louis Stevenson con “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” (1886), Dracula di Bram Stoker (1897) e naturalmente la letteratura horror di E.A. Poe (1809 –  1849) ma anche Bronte con le sue “Cime Tempestose” (1845) romanzo dalle ambientazioni, personaggi e vicende piuttosto lugubri.
Non stupisce, quindi, che tradizionalmente le maschere di Halloween attingano proprio a queste opere letterarie.
Vampiri, fantasmi, piccoli Frankenstein (alla fine dei conti un morto “ricostruito”) sono tra le maschere classiche della notte della vigilia di Onnissanti a cui si aggiungono streghe, i più moderni zombie (in realtà esseri della cultura afro americana di derivazione tribale) mummie, scheletri o “morti secche”.
Sebbene le streghe appartengano sia alla cultura medioevale europea che a quella americana (da ricordare l’arcinota strage di Salem) di origine ancora più antica sono gli “spaventapasseri”, legati secondo alcuni al grano e al cibo o anche al classico fantoccio di paglia che viene bruciato in tante tradizioni folcloristiche.

Proprio il fantoccio arso nella pubblica piazza (spesso con nome femminile) e la figura delle streghe, sembrano il collegamento più evidente tra la cultura anglosassone di Halloween e la tradizione popolare italiana di tante feste legate al cambio delle stagioni.
In realtà i punti di contatto sono moltissimi.
Le maschere macabre hanno un legame ancestrale con la tradizione italiana, basti pensare che il nostrano Pulcinella, prima ancora di essere “adottato” dalla commedia dell’arte, era una figura legata al mondo degli spiriti con il suo sudario bianco e il volto nero come la morte.

Oggigiorno, soprattutto nella cultura anglosassone, la maschera di Halloween ha perso buona parte del suo aspetto macabro affiancandosi maggiormente alla maschera carnevalesca, magari con personaggi delle fiabe o dei film Disney.
Ciò che ha unito nuovamente tutte le culture in modo trasversale è stata, ancora una volta, la letteratura. I romanzi di Harry Potter, infatti, hanno riportato in auge maghi e streghe. Non per nulla, non appena divenuto un fenomeno editoriale, l’uscita dei volumi della saga del maghetto inglese era rigorosamente fissata il 1 novembre.

Ma perché i bambini vengono vestiti in maschera proprio in questo giorno?
Sicuramente per “ridicolizzare” la paura della morte, ma a livello più antico la maschera è legata ad un altro simbolo di Halloween: la processione di casa in casa. In questo caso la maschera ha una duplice funzione: da una parte serve a “spaventare la morte e il male mentre si è all’aperto, dall’altra ha la funzione di nascondere chi indossa la maschera affinché non venga riconosciuto dalla morte e dai morti e “ritrovato” in momenti meno propizi.

(…continua…)

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