Oktoberfest con i Bambini Parte 4°

Oktoberfest con i Bambini Parte 4°
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Oktoberfest con i Bambini Parte 4°

La Partenza
Sembra incredibile, ma ce l’abbiamo fatta.
Siamo tutti sul bus, in perfetto orario e senza aver dimenticato a casa niente e soprattutto nessuno!
Il clima è sereno, si prospetta davanti a noi una notte di viaggio. Ci sistemiamo nei seggiolini e il più piccolo nel giro di poche ore è nelle braccia di Morfeo. Le sorelle lo seguono a ruota. Sembra incredibile, ma mi addormento anche io come un sasso. Domani mi sveglierò a Monaco per scoprire e riscoprire una bellissima città e quella che, a detta di tutti, è una delle più belle feste d’Europa.

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Monaco di Baviera
Arriviamo in Germania alla mattina, il viaggio è stato tranquillo e ci apprestiamo a fare colazione con qualcosa che ricordi una brioches, scartando panini e salsicce che campeggiano nell’espositore dell’autogrill.
La tappa successiva è all’hotel dove scarichiamo velocemente i bagagli e utilizziamo il bagno, poi il bus ci riporta immediatamente al parcheggio dell’Oktoberfest da cui raggiungeremo Theresien con una breve camminata.
L’aria è pungente e la bruma lattiginosa nasconde il cielo. Camminiamo in gruppo, scambiandoci poche parole. Ai bambini faccio osservare le case, i tetti di ardesia neri, le facciate colorate. Quando arriviamo alla scalinata della Baviera si presenta l’ambiente della festa in tutta la sua magnificenza. Si tratta di un’ area enorme, in cui si ergono le maggiori attrazioni del Luna Park: ruota panoramica, scivoli, casa dell’orrore, ascensori a caduta libera, altalene a barca che possono raggiungere velocità vertiginose, seggiolini volanti che si alzano fino a diversi metri di altezza.
L’aria è di attesa. Alcuni tedeschi, in abiti Bavaresi, fanno già la fila davanti ai tendoni, ma il dubbio è che molti siano camerieri. Qualche turista si accoda. È domenica mattina, la festa aprirà tra più di un’ora e ancora regna la calma. Su tutto veglia il monumento alla Baviera. Sornione attende l’aprirsi delle danze.
Stringendoci nei cappotti attraversiamo tutta Theresien fino all’entrata principale. I piccoli, sveglissimi, annotano le attrazioni che vogliono provare, gridando e indicando le più spericolate e le più spettacolari.
Il cielo è ancora coperto e quando raggiungiamo l’entrata principale, il verde dell’arco di benvenuto si staglia pallido sul cielo lattiginoso.
Appena attraversata la strada ci coglie la prima sorpresa: un grande magazzino, una sorta di discount di ambiti bavaresi è chiuso. E lo rimarrà per tutto il giorno.
Protesto che siamo in pieno Oktoberfest, che in Italia i grandi magazzini sono aperti “sempre”, ma parlo a vuoto.
Siamo in Germania, la più grande potenza economica di Europa, che ostenta la sua ricchezza anche in questo: tutti i negozi si possono permettere di rimanere chiusi la domenica, anche sotto Oktoberfest. In tutta Monaco non troveremo un solo esercizio commerciale aperto al pubblico a meno che non si occupi di cibo.
Ristoranti, birrerie, pasticcerie sono le uniche realtà aperte di domenica. Per il resto regna la pace,

I bambini sono combattuti tra il tornare alla festa e lo scoprire la città e chiedono continuamente a quale ora potranno salire sui “giochini”. Il marito li corrompe con la promessa del bombolone più buono di Monaco e ci conduce a Marienplatz, dove, oltre edifici e ai monumenti storici, si trova una delle più belle e fornite pasticcerie in cui mi sia capitato di entrare.

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Due piani in cui è possibile servirsi di tutto: dalla sacher ai bomboloni, dallo strudel alle torte di panna e crema che promettono grassi e soddisfazione solo a guardarli. Qualche tedesco fa colazione con prosciutto e formaggio, ma i nostri occhi sono solo per zuccheri e calorie.
Dopo esserci debitamente rifocillati usciamo alla volta della città. Abbiamo promesso che cercheremo le copie dei monumenti fiorentini e siamo già stati premiati dalla copia del Porcellino. Ora e ci dirigiamo in Odeonsplatz dove campeggia la Logia dei Lanzi. Nella piazza è presente una fiera di prodotti agricoli e artigianali con tanto di palco montato proprio davanti alla “nostra” loggia.
Continuiamo a passeggiare per il centro fino a che non troviamo un piccolo Palazzo Pitti. Il tempo non accenna a migliorare e per molti aspetti sono contenta che le nostre giacche invernali rimangano addosso. Naturalmente dovrò rivedere le mie previsioni.

L’ Oktoberfest
Per pranzo siamo all’Oktober al tendone del Marstall. Si tratta di un nuovo tendone che ha preso il posto del vecchio Hippodrom che ha chiuso i battenti dopo anni di onorato servizio. Il proprietario è stato condannato per frode fiscale e, invece che vedersi affidare un assessorato o un ministero, ha perso tutto e nel giro di pochi mesi ha dovuto lasciare il tendone. Tendone che, ancora in poco tempo, è stato attribuito a nuovi proprietari i quali, lasciando quasi intatto l’interno, hanno cambiato il nome da “ippodromo” a “stalla” e hanno iniziato il loro lavoro, esattamente per l’Oktoberfest dell’anno successivo.

All’interno del tendone ci offrono un tavolo nella parte alta. Sono varie le famiglie con figli più o meno grandi che pranzano in allegria. La musica è forte, ma sono frequenti le pause di silenzio. Di tanto in tanto parte l’inno “Ein Prosit” e tutti brindiamo, noi con il nostro litro di birra i bambini con la loro acqua gassata.

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Quando usciamo dal tendone il sole ha squartato la cappa di nuvole e il caldo è incredibile. Nel giro di un minuto mi trovo carica di giubbotti e felpe, mentre i bambini, indicano souvenir, dolci, attrazioni… Noi cerchiamo di vedere gli altri tendoni.
La folla è sostanziosa, e, sebbene abbia scritto i nostri numeri di telefono sul braccio di ogni pargolo, ho il terrore di perderli.

Il caldo e i giubbotti ingombranti mi ostacolano nei movimenti, mentre i tre gnomi saltellano qua e la abbagliati dalle luci del Luna Park.
Nel giro di pochi minuti siamo tutti caricati di giubbotti e felpe ma riusciamo comunque a raggiungere la ruota panoramica,  anche se per renderci conto che ci aspetta almeno un’ora di coda.
Optiamo per la casa degli specchi, mentre voci contrastanti indicano scivoli, ruote, case del terrore.
Ci concediamo un’avventura tutti e cinque insieme, tra specchi deformanti, cilindri rotanti da superare, scivoli e luci, mentre gli zii ci attendono con i nostri giubbotti.
L’ultima tappa è la scalinata della Baviera, per ammirare la festa dall’alto. L’idea sarebbe quella di restare ancora un po’ a Theresien, ma la stanchezza del viaggio, il caldo, la folla e l’ingombro delle giacche ci riportano in Hotel.
Doccia, un po’ di riposo e poi ancora sulla metro per trovare un posto dove mangiare. Adiamo, però chiesto troppo a noi stessi e al ritorno, mentre ragazzotti in calzoncini cantano nella stazione, i miei uomini e le mie piccole donne si addormentano sui sedili del metro. Un signore tedesco da cartolina (baffoni e viso rubicondo) sorride. “too many beers…” mi giustifico io, strappandogli una risata.

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AndechsOktoberfest con i Bambini Parte 4°
Il mattino successivo dormiamo fino al limite e per colazione ci concediamo anche uova e bacon, annaffiati da ottima… camomilla. Ok, sulla mia comprensione del tedesco devo ancora lavorare, ma a parte le bevande improbabili la colazione è ottima.
Sul bus ci si scambiano opinioni e statistiche. I miei cognati sono tornati all’Oktober nella serata trovandosi in mezzo canti e balli sui tavoli, altri non hanno visto Monaco, altri non hanno assaggiato la birra, qualcuno vanta di averne bevuti 18/20 litri. Ognuno ha vissuto la festa a modo suo, divertendosi come meglio ha creduto.
Il programma prevede, prima di tornare in Italia, una sosta ad Andechs dove si trova un monastero benedettino in cui viene prodotta ottima birra e dove è possibile pranzare.
Il paesaggio fuori dal bus è bellissimo: attraversiamo una foresta di castagni e pini che ricorda quella casentinese, il cielo è limpido, il clima mite.
Visitiamo l’abbazia, facciamo due passi per i dintorni e alla fine torniamo a mangiare uno stinco di maiale di circa 3 etti e una birra scura buonissima.
Dopo pranzo ci aspetta quella che pavento come la parte più dura del viaggio: 8 ore buone in bus. So che devo prendere in mano la situazione, organizzare i bambini, impegnarli in modo che passino il tempo. Sono decisa e pronta ad agire e infatti alla seconda curva dormo già come un sasso!
Quanto è vero che spesso la cosa migliore da fare è stare fermi! Quando mi sveglio, sentendomi solo un po’ in colpa, i bambini stanno giocando allegramente con il cellulare del babbo e i vari giochi che abbiamo portato da casa. Il viaggio prosegue sereno. Passiamo Innsbruck con il suo trampolino olimpico, le torri del Duomo di Bressanone ci occhieggiano sulla sinistra, le valli del Trentino alto Adige ci regalano le più belle sfumature di verde.
Faccio l’errore dimettermi a scrivere, risvegliando stinco e birra che iniziano a ballare il Lalligalli davanti ai miei occhi. Ho un colorito verde mela e non sono molto presente a me stessa, in compenso i bambini sono impegnatissimi a colorare, giocare tra loro, mangiucchiare, esprimere opinioni sulla vacanza, osservare il paesaggio che cambia di volta in volta.
Interrogati, ci informano su quello che hanno apprezzato di più e quello che hanno amato meno. Le opinioni sono positive, l’esperimento è piaciuto.
Il giorno dopo a scuola, sul pulmino, con li amici, ravconteranno, filtrati dai loro occhi e dal loro sentire, la nostra fantastica avventura all’Oktoberfest di Monaco di Baviera

Info utili:
I bagni sono a pagamento anche negli autogrill. Il costo è di pochi cent. Si paga con qualche decina e viene rilasciato uno “scontrino” con cui è possibile usare il bagno Il resto lo si può scalare dalla consumazione, per cui conviene prima usare i servizi poi ordinare al bar.
Anche nei servizi dei luoghi pubblici può esserci il tornello. In questo caso la momento della consumazione è possibile chiedere il “gettone” per entrare.
L’entrata ai servizi ha un costo che varia dai pochi centesimi a un euro.
La domenica i negozi sono chiusi esclusi quelli che vendono cibo (ristoranti, pub, pasticcerie)
Il senso civico è fortissimo. Le strade sono sicure e le regole rispettate. D’altro canto verso i trasgressori sono trattati molto severamente. Se si decide di andare in auto è necessario fermarsi ad ogni striscia pedonale.

OktoberfestOktoberfest con i Bambini Parte 4°
L’Oktoberfest è adatto ai bambini, ma comunque è importante avere della accortezze.
La folla dei presenti è imponente ed è facilissimo perdersi. Basti pensare che in due settimane di festa (3 week end) si registrano fino a 6 milioni di presenze.
Accedere ai tavoli è molto difficile di venerdì e sabato, mentre durante la settimana e la domenica l’accesso è molto più semplice.
I camerieri arrotondano con le mance. Pretendere il resto è il modo migliore per essere serviti male.
Le ore serali sono quelle in cui si beve di più. Meglio recarsi alla festa nel pomeriggio.
La festa dell’Oktoberfest è anche un enorme Luna Park. Volendo è possibile viverlo senza entrare in un solo tendone o bere un goccio di birra!

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