Scuola materna per adulti

Scuola materna per adulti
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Scuola materna per adulti

Presente quando il piccolo di casa fa le bizze perchè non vuole andare all’asilo (scuola materna)?
La risposta (2 su 3) è: “potessi andarci io!
A quanto pare a New York (e dove se no?) lo hanno ripetuto un po’ troppo spesso e una coppia di imprenditrici ha preso alla lettera i genitori stanchi.
Così per la modica cifra che va dagli 300 ai 1000 dollari è possibile trascorrere una giornata all’asilo. Per adulti.
In vero, promettono le ideatrici, saranno adulti solo coloro che all’asilo ci andranno. Infatti giochi, passatempo e attività saranno quelli che impegnano i bambini. Magari gli stessi dei loro figli.

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Quando ho letto la notizia sono due i pensieri che hanno fatto capolino:
1. siamo matti e lo diventeremo sempre di più
2. corollario al primo, abbiamo tutto e lo andiamo a cercare altrove.

Presente quel detto “fai 2 km in auto per arrivare in palestra e correre 2 km sul tapirulan”?
Più o meno la scuola materna per adulti mi sembra un’iniziativa simile.

Si tratta di un‘iniziativa d’elite con delle cifre che non sono proprio economiche e, d’altronde, anche la città che ha sviluppato questa necessità non è propriamente famosa per gli affitti popolari.
Si rivolge ad adulti impegnati professionalmente e che probabilmente hanno anche famiglia e figli.
E cosa promette? Un momento di stacco dallo stress e la possibilità di passare del tempo lontano dal computer, dalle responsabilità del lavoro e magari con il cellulare spento.

Qualcuno auspica che l’iniziativa arrivi anche in Italia: Scuole materne per adulti iperimpegnati e stressati.

Spero che non arriviamo a tanto e, anche se il mio è un giudizio di parte, visto il portale web che gestisco, preferirei che gli adulti che hanno bisogno di staccare, si limitassero a spengere il cellulare, prendere i propri figli e portarli da qualche parte: una città, una spiaggia, un prato. Dove farsi insegnare, da loro, i loro giochi e magari, chissà, trovarsi a cantare in macchina tutti inseme.

Per una volta potremmo essere noi a chiedere ai nostri figli: mi ci porti?

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