Smettiamo dire “Grazie”!

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Smettiamo dire “Grazie”!

Almeno virtualmente

L’educazione, si sa, è alla base della società. Ce lo hanno insegnato i nostri genitori e nonni e noi insistiamo per inculcare il concetto ai nostri figli. Cedere il posto sui mezzi pubblici, non parlare a voce alta, non dire parolacce, dare il passo agli anziani, tenere aperta la porta, salutare quando si entra e quando si esce e naturalmente chiedere per favore e soprattutto dire “Grazie”.

Ecco, dopo anni di insistenza verso i miei figli perché ringraziassero, sono a chiedere, quasi a scongiurare: non ringraziate più.
Almeno sulle chat.
Presente la chat della scuola? Quella che ti salva da uno sciopero improvviso o di cui ti sei dimenticata?
Siano benedette e benedetti tutti i rappresentanti che informano, annunciano e ricordano gli eventi scolastici, ma non ve la prendete, non vi ringrazio più.

Già perché 22 bambini (quando va bene) vuol dire 22 persone in chat, talvolta 44 se ci sono tutti e due i genitori. Si arriva a 50 in caso fidanzati o nonni inseriti per comodità.

Poniamo che ci sia uno sciopero della mensa. Il rappresentante, quell’essere meraviglioso che fa da segretario e secondo cervello a tutti, lo ricorda, magari la sera prima alle 20.
Il primo genitore legge e ringrazia, il secondo legge, ringrazia e così via per 22, 44, 50 volte.
Qua e là una battuta, più raramente un’imprecazione.
Tu, che non vivi con il cellulare pressofuso alle dita, lo controlli alle 22 o magari la mattina dopo e trovi.. 46 messaggi sulla chat della scuola!

Tolto il panico di incendio/terremoto/invasione aliena inizi a scorrere i “Grazie” per poi scoprire che c’era sciopero della mensa (ormai sei fuori di casa e i panini li compi per la via!)

Ora mettiamo che i figli siano 2, magari 3. Che ognuno abbia una classe e uno sport/strumento musicale/gruppo religioso… quale numerino a 3 cifre apparirà accanto a WhatsApp?

C’è chi dice che ci vorrebbe la segretaria per rispondere solo alle chat. In questi casi la segretaria si licenzia in 3 ore.

Quindi, perdonatemi voi tutti informatori fondamentali e rappresentanti scolastici e sportivi. Parlerò sempre bene di voi, vi tengo nel cuore e vi auguro ogni bene.
Ma da me non aspettatevi alcun “grazie!”

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